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Chromo Skopje

La Rivoluzione Colorata a Skopje.

8 settembre 2016

Skopje è una città multiforme, multietnica, un caleidoscopio di culture e di pensieri. Capitale della Macedonia, ha cambiato aspetto molte volte nel corso dei secoli a causa di ripetuti terremoti, che si sono trasformati in opportune occasioni per i nuovi poteri di trasformare l’impianto della città.

Un nuovo terremoto sta adesso imperversando nella città, ma stavolta è di natura politica.

Le proteste hanno visto la partecipazione di migliaia di persone e hanno dato vita a quella che è stata definita la Colorful Revolution. Quei monumenti mastodontici che sono stati costruiti nella capitale macedone negli ultimi 5 anni, e che ne hanno trasformato il volto per magnificare la nuova amministrazione, sono diventati il bersaglio preferito dai manifestanti, che hanno deciso di bombardare il marmo degli edifici con colori di ogni genere, trasformando i simboli del potere in simboli della rivolta. Le persone non si riconoscono in questi monumenti, e ne ribaltano la dimensione in un gesto liberatorio e potente che trasforma lo scontro in un atto poetico.”

All’inizio di luglio Mattia Mura, videomaker, è arrivato in Macedonia per alcuni giorni, insieme a Marco Zanin, fotografo. Entrambi spinti dalla curiosità del terremoto politico, come anche alcuni altri giovani da molte aree d’Europa, che insieme ai Macedoni e alla stampa internazionale sono scesi in piazza per una Rivoluzione che è adesso in attesa delle elezioni di dicembre.

A partire dall’aprile del 2016 la Repubblica di Macedonia è in rivolta. La povertà della regione, insieme ad una cattiva amministrazione, e ad un esercizio di forza politica hanno spinto i cittadini a ribellarsi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il momento in cui il Presidente Gjorgje Ivanov ha concesso la grazia a 56 politici coinvolti nello scandalo delle intercettazioni illegali di un anno prima. 20.000 persone in Macedonia avevano i propri telefoni sotto controllo da parte del primo ministro di allora, Nikola Gruevski, tra cui gli stessi membri del governo. Da queste intercettazioni è emersa l’immagine di uno stato corrotto, vessato da abusi di potere, pressioni su magistratura e media, brogli elettorali e molti altri reati.”

Mattia Mura crea un piccolo reportage estetico che fa il punto della situazione, mostra la città e una delle proteste, e racconta la storia di questa rivoluzione colorata attraverso le parole di Branimir Jovanovic, uno dei tredici manifestanti arrestati all’inizio delle proteste; gli scatti di Marco mostrano le architetture e i pattern di colori generati dal gesto casuale della protesta, in una forma di espressionismo astratto che regala ai monumenti senza significato quella storicità che altrimenti non avrebbero.” L’autore della musica è Francesco Novara.

Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton, pubblica questo progetto in occasione dei 25 anni dall’Indipendenza della Repubblica di Macedonia, per mostrare come un’occasione di protesta possa diventare un modo per comunicare in modo artistico e creare piuttosto che distruggere.

Credits:

Videomaker
Photographer
Musica
Sound design