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Foibe

Una riflessione su come la struttura geologica di una regione ne influenza le vicende sociali e storiche.

26 settembre 2016

Il Carso è un territorio brullo e roccioso dell’altipiano triestino, sloveno e croato dove si registra una forte concentrazione di cavità geologiche: grotte o pozzi modellati da fiumi sotterranei che scavando nella terra per millenni hanno scolpito la roccia calcarea dando vita a dei profondi inghiottitoi, chiamati foibe.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, le foibe presenti lungo tutta la zona carsica vennero utilizzate come fosse comuni per occultare i corpi di italiani, croati, sloveni e tedeschi uccisi per motivi politici.
Ancora oggi la storia di questi abissi resta oscura, contestata e spesso negata, e le foibe continuano a celare dei segreti. Sono anche difficili da individuare sul territorio perché, di fatto, manca una mappatura completa.

Questo progetto fotografico di Sharon Ritossa intende riflettere su quanto la conformazione geologica di un’area geografica possa incidere sulle sue vicende storiche e sociali. È un tentativo di far entrare lo spettatore in contatto con il territorio, sottolineando che le foibe sono prima di tutto un prodotto della natura e un tratto caratteristico di una certa zona.

Il viaggio alla ricerca di queste cavità naturali è stato fatto con l’aiuto di speleologi locali che hanno messo a disposizione le loro competenze e i loro strumenti di esplorazione.

Fino al 26 novembre 2016 le fotografie di Sharon saranno esposte alla Galleria del Cembalo di Roma, nell’ambito del progetto “Identità negate“.

Il progetto Foibe ha ricevuto la menzione speciale al premio Graziadei 2016.

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Credits:

Project
Design
Curators
Essay