Domenico De Masi

Lavoro, creatività, estetica

12 April 2018

Domenico De Masi è professore emerito di Sociologia del Lavoro presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Ha fondato la S3-Studium, Scuola di Specializzazione in Scienze Organizzative; la SIT, Società italiana di Telelavoro; la rivista NEXT. Si dedica prevalentemente alla formazione e alla ricerca socio-organizzativa. Nel 2005 ha ricevuto il Premio Leonardo per le qualità italiane.

CONFERENZA
Giovedì 12 aprile, ore 18:30
Dall’economia della competitività all’economia del dono
Nella conferenza a Fabrica Domenico De Masi descriverà i danni dell’attuale economia neo-liberista e le opportunità che potrebbe fornirci un’economia solidale.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, non è necessaria prenotazione.

WORKSHOP GRATUITO
Titolo: Lavoro, creatività, estetica
Workshop con Domenico de Masi, 12-13 aprile 2018
Orario: 9:00-18:00

Numero massimo partecipanti: 25
Prenotazione obbligatoria: press@fabrica.it
Destinatari: Diplomati e laureati di qualsiasi età e professione desiderosi di capire – come dice Woody Allen – da dove veniamo, dove andiamo e con cosa ceniamo questa sera.

Prerequisiti: ai partecipanti è richiesta la lettura di un testo di Keynes che verrà fornito al momento dell’iscrizione.

Il workshop è diviso in quattro mezze giornate, in cui saranno affrontati altrettanti temi: cosa è la società postindustriale; come cambia il lavoro; cosa è la creatività; cosa è l’estetica.
Ogni mezza giornata inizierà con una conversazione del docente e proseguirà con esercitazioni e discussioni.

Giovedì 12 mattina
SOCIETÀ POSTINDUSTRIALE
La civiltà industriale – tra la metà del Settecento e la metà del Novecento – ha dato all’Occidente le tecniche per organizzare il lavoro umano in modo da moltiplicarne il rendimento con l’impiego di macchine meccaniche e elettromeccaniche. Agli inizi di questo secolo – con Taylor e con Ford – la divisione del lavoro e il Management Scientifico hanno trasformato per sempre il mercato, la produzione, il consumo, le tecniche e la vita stessa dell’uomo.
Ora, però, le tecniche organizzative nate dalla fabbrica della società industriale rivelano sempre più i propri limiti perché:
la società industriale, centrata sulla produzione di beni materiali, è stata sostituita dalla società post-industriale, centrata sulla produzione di beni immateriali;
alle macchine meccaniche e a quelle elettromeccaniche si sono aggiunte le macchine digitali e l’intelligenza artificiale;
nuove mansioni e nuove professioni, sempre più intellettualizzate, si affermano sotto la spinta del progresso scientifico e della scolarizzazione di massa;
la produzione “orientata al prodotto”, in cui prevale l’intuizione dell’imprenditore, è sempre più sostituita dalla produzione “orientata al mercato”, in cui prevale la previsione e la soddisfazione dei bisogni dei consumatori;
l’organizzazione orientata all’innovazione deve tenere conto del passaggio in atto dalla cultura moderna alla cultura postmoderna; dai sistemi di comunicazione tradizionale, all’elettronica e all’informatica; dalla dimensione nazionale alla dimensione globale; dal lavoro rigido ed esecutivo al lavoro flessibile e creativo.

Il passaggio epocale dalla precedente società industriale all’attuale società postindustriale è stato determinato dal progresso scientifico-tecnologico, dallo sviluppo organizzativo, dalla globalizzazione, dalla diffusione dei mass media e dei social media, dalla scolarizzazione di massa.

Ne sono derivate alcune importanti conseguenze, tra cui la capacità di produrre sempre più beni e servizi con sempre meno lavoro umano (Jobless growth); l’aumento del tempo libero; la nascita di nuove forme di organizzazione del lavoro; nuovi valori; nuovi soggetti sociali; nuovi lussi; prevalenza dell’economia sulla politica, della finanza sull’economia, dell’omologazione sull’identità, della virtualità sulla tangibilità; del binomio fornitore-cliente sul binomio compratore-venditore, dell’ibridazione sulla distinzione.

Giovedì 12 pomeriggio
LAVORO
La globalizzazione sta delineando una divisione internazionale del lavoro in cui il Primo mondo mantiene per sé, gelosamente, la produzione di idee (laboratori scientifici, università, produzioni artistiche, produzione e gestione delle informazioni); nel Secondo mondo si producono beni materiali; il Terzo mondo fornisce materie prime e manodopera a basso costo.
Il lavoro operaio ormai copre appena il 33% della forza lavoro mentre il lavoro intellettuale – impiegatizio e creativo – rappresenta il 67%.
Il progresso tecnologico consente di produrre sempre più beni e servizi con sempre meno lavoro umano (jobless growth). Come i robot e i computer hanno sostituito operai e impiegati, così l’intelligenza artificiale sostituirà anche una parte delle attività finora svolte dai professional e dai manager. Dove l’orario di lavoro è maggiore, maggiore è anche la percentuale dei disoccupati e dei Neet (Not engaged in Education, Employment or Training).
I lavatori digitali vanno via via sostituendo gli analogici. Il tempo libero cresce a discapito del tempo di lavoro. Si avverte la necessità di un nuovo patto sociale tra uomini e donne, giovani e anziani, autoctoni e immigrati, occupati e disoccupati, analogici e digitali per ridistribuire il lavoro, la ricchezza, il potere, il sapere, le opportunità e le tutele.

Venerdì 13 mattina
CREATIVITÀ
Vi sono buoni motivi per riflettere sulla creatività. Nella società industriale, centrata sulla produzione in serie di beni materiali, la maggioranza dei lavoratori svolgeva mansioni fisiche e ripetitive (97% nella Manchester di Marx). Nella società postindustriale, centrata sulla produzione di beni immateriali (servizi, informazioni, simboli, valori, estetiche) almeno due terzi dei lavoratori svolgono attività intellettuali, di tipo flessibile o creativo.
La società postindustriale è complessa e richiede molta creatività per trasformare i vincoli in opportunità.
La geopolitica postindustriale è tripartita in Primo Mondo, che produce soprattutto idee; Secondo Mondo che produce soprattutto beni materiali; Terzo Mondo che fornisce materie prime e manodopera.
Il mercato del lavoro ha spostato progressivamente la maggioranza dei lavoratori dall’agricoltura all’industria, dall’industria al commercio, dal commercio all’ICT, dall’ICT al benessere e all’estetica, che – per loro natura – richiedono grande creatività.
Come constata Jay Galbraith, “le aziende americane sono a corto di idee. Non sono state le imprese produttrici di macchine da scrivere meccaniche a inventare la macchina da scrivere elettrica; non sono state le imprese produttrici di macchine da scrivere elettriche a inventare la macchina da scrivere elettronica; non sono state le imprese produttrici di valvole a inventare il transistor”.
Come dice Kenneth Galbraith, “è bene che, di tanto in tanto, il denaro si separi dagli imbecilli”.

Il problema “creatività” rappresenta un mistero assediato da più angoli di visuale scientifica:
Neurologia: Sinapsi, cervello destro e sinistro, creatività scientifica e artistica.
Psicanalisi: Freud, Jung, Hillman, Arieti.
Psicologia e pedagogia: La creatività si può insegnare? Tratti della personalità creativa. Rapporti tra creatività, sesso e età.
Epistemologia: Paradigmi (Kuhn). Programmi (Lakatos). Anarchia (Feierhebend).
Sociologia: Rapporti tra società e creatività. Addensamenti creativi. Creatività di gruppo.
La creatività è sintesi di fantasia e concretezza. Il team creativo è un gruppo di persone fantasiose + persone concrete, motivate da una medesima mission, animate da grande entusiasmo, guidate da una leadership carismatica, organizzate in modo da non subire vincoli burocratici e barriere pratiche.
I team creativi tendono a essere interclassisti, antiburocratici e anti-accademici, dialettici ma tolleranti verso l’interno, competitivi verso l’esterno, internazionalisti, universalisti, attenti all’estetica, attenti alle novità tecnologiche, aperti agli stimoli culturali, con l’accento sul divenire, giocosi, capaci di trasformare i vincoli in opportunità.

Venerdì 13 pomeriggio
ESTETICA
L’estetica rappresenta uno dei valori più coltivati nella società postindustriale perché migliora la qualità della vita e conferisce valore agli oggetti.
L’estetica è il ramo della filosofia che mira alla comprensione del fenomeno artistico; l’arte è un’attività dell’uomo, basata sul suo talento inventivo e sulla sua capacità espressiva.
I problemi posti dall’analisi dell’arte sono: l’arte è una sola o vi sono differenti tipi di arte senza un’essenza comune? Ad esempio, c’è qualcosa in comune tra architettura, pittura, musica e danza? Le arti hanno tutte pari importanza o c’è tra loro un rapporto gerarchico? Qual è la funzione dell’arte? Che rapporto vi è tra l’arte e la scienza?
D’altra parte, vi sono cose belle che non sono arte, e vi sono cose d’arte che non sono belle. Dunque, cos’è il bello? E’ unico o plurale? Soggettivo o oggettivo? Che rapporto vi è tra bello, buono e vero? Vi è un solo bello o più forme di bello? Il giudizio estetico è oggettivo o soggettivo? Vi è una frattura tra il bello e l’utile? Tra la bellezza e la pratica? Tra il bello e la vita?
Per Kant c’è una distinzione netta tra vero, buono e bello. Il vero dà luogo al giudizio cognitivo e fonda la scienza; il buono dà luogo al giudizio etico-pratico e fonda la politica; il bello dà luogo al giudizio estetico e fonda l’arte.
Per Adorno dopo il romanticismo l’arte non cerca più di essere bella, ma si fa carico dell’originalità, cerca la novità, il cambiamento, la distorsione, la sorpresa, lo shock.
Il postmoderno è la cultura della società postindustriale. L’estetica si svezza dalla categoria del bello come attributo delle cose. E’ l’arte che conferisce senso alle cose, che possono essere spostate nell’uso e nel significato. Ed è l’educazione, prima di tutto, che conferisce senso. Non basta guardare un oggetto per goderlo, esso induce a ragionare. La bellezza non è un qualcosa che definisce, ma qualcosa in attesa di essere definito.
L’arte è un sistema: non basta più che un pittore dipinga un bel quadro, occorre poi un critico che lo faccia conoscere, un gallerista che lo sappia vendere, un acquirente che lo acquisti.
L’arte diventa l’organizzazione degli spezzoni del bello o del brutto. L’estetica esistenziale consiste nel come organizzare i vari spezzoni della propria vita, in modo da conferirle un senso e da non cadere nella schizofrenia.
L’educazione estetica è fondamentale: perché se è vero che l’opera d’arte è una gioia creata per sempre, non tutti riescono a gioire con la stessa intensità. Quanto più comprendiamo il senso e il significato tanto più riusciamo a goderla. Di per sé il bello è democratico, ma c’è chi ha gli occhi educati per scorgerlo, osservarlo e goderne, e chi no.

 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

Domenico De Masi, L’ozio creativo, Rizzoli.
Domenico De Masi, La fantasia e la concretezza. Creatività individuale e di gruppo, Rizzoli.
Domenico De Masi (a cura di) L’emozione e la regola. I gruppi creativi in Europa dal 1850 al 1950. Rizzoli.
Domenico De Masi, Lavorare gratis, lavorare tutti, Rizzoli.

 

Fabrica
Via Postioma 54/F
Catena di Villorba (TV)
Per maggiori informazioni: press@fabrica.it

LA SEDE DI FABRICA

Fabrica ha sede presso la prestigiosa Villa Pastega, una villa del XVII secolo restaurata e notevolmente ampliata dal famoso architetto giapponese Tadao Ando.
L’architettura antica è stata ripensata per far rimanere viva la storia che essa stessa incarna, mentre l’edificio più recente è stato progettato sottoterra, così da Porre in risalto la bellezza del paesaggio.
Il centro si estende su una superficie di 51.000 mq e comprende spazi destinati a studi, laboratori, aule, uffici, sala cinematografica, biblioteca, luoghi di incontro. Per guardare il video clicca qui.

LA BIBLIOTECA
Le acquisizioni della biblioteca si concentrano sulle principali categorie del mondo della comunicazione e artistico e cercano di soddisfare le necessità dei nostri utenti, con l’obbiettivo di assicurare uno sviluppo coerente e armonico della collezione.
Il materiale della biblioteca è catalogato online ed accessibile attraverso il sito di Fabrica.

TREVISO
Treviso è una cittadina medievale situata nella campagna veneta, a circa 30 chilometri da Venezia. E’ un gioiello fatto di antichi edifici, stradine strette e canali d’acque. E’ stata menzionata da Dante Alighieri nella Divina Commedia. E’ difficile perdersi nel piccolo centro storico e i visitatori restano affascinati dall’atmosfera tipica della “dolce vita” che si respira seduti ai tavolini dei bar che affollano le piazze animate di vita e fermento.

STRUTTURE RICETTIVE
Alcune strutture che spesso collaborano con noi:
http://www.relaismonaco.it
http://leterrazzehr.it/
http://www.cartiera243.it/it/benvenuti/
http://www.hotelc25.it/
http://19borgocavourtreviso.it/
http://www.ilfocolarehotel.com/en/
http://www.barberiatreviso.com/
https://www.lacasadicampagna.info/
http://www.elrustegot-treviso.com/
https://cagemma.it/
http://www.acasadiita.it/

COME RAGGIUNGERE FABRICA
Fabrica si trova a Catena di Villorba, a 12 chilometri da Treviso e a circa 40 minuti da Venezia.

Dalla stazione dei treni di Treviso, in autobus
linea 1/Villorba, direzione: Villorba (attenzione a non prendere la linea 1)

Dall’aeroporto di Treviso, in autobus
Linea 6, direzione: Treviso/Stazione Centrale-Camalò di Povegliano. Poi prendere bus linea 1/Villorba (v. sopra).

Dall’aeroporto di Venezia in autobus/treno/autobus
Autobus 35/linea diretta per Treviso Centrale (tempo stimato 50 minuti), e poi v. sopra.

Dall’autostrada A27
Prendere l’uscita Treviso Nord, seguire le indicazioni per Spresiano e la segnaletica FABRICA.


FAQ

Qual è la deadline per registrarsi?
10 giorni prima dell’inizio del workshop

Come ci si iscrive?
Ci si iscrive inviando i propri dati anagrafici all'indirizzo e-mail press@fabrica.it 

Che attrezzatura è necessaria per frequentare il workshop?
Non è necessaria nessuna attrezzatura particolare. Ai partecipanti è richiesta la lettura di un testo di Keynes che verrà fornito al momento dell'iscrizione.

Ci sono limiti di età per poter frequentare il workshop?
I contenuti e la struttura dei workshop sono stati pensati per soddisfare tutte le età dai 18 ai 99 anni.

I workshop contribuiscono all’acquisizione di crediti formativi?
Nonostante Fabrica sia stata accreditata dalla Regione Veneto come ente di formazione, il nostro programma di workshop non ha qualifica accreditata accademicamente.

I partecipanti possono usare la struttura di Fabrica?
Certo! Sarà garantito l'accesso a biblioteca, aree relax e studio fotografico, e sarà possibile utilizzare le stampanti e il collegamento wi-fi negli orari del workshop.

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