Luciano Benetton, Oliviero Toscani e il team di Fabrica presentano il nuovo corso di Fabrica.

Venerdì 26 gennaio 2018, ore 15

18 January 2018

“Fabrica Circus 24/7×52”: Fabrica si trasforma in un’arena aperta a tutti dove celebrare l’immaginazione, un luogo di riferimento culturale dove confrontarsi con maestri nazionali e internazionali, una bottega dell’arte rinascimentale che stimola il confronto e suscita domande, e che mette al centro “l’arte del fare”.

Cultura umanistica, comunicazione, food, cinema, arte, poesia, giornalismo, design, spiritualità, natura, musica, politica, economia, neuroscienze, psicologia, scrittura, teatro, “Fabrica Circus 24/7×52” offrirà nel corso dell’anno un’ampia scelta di appuntamenti tra cui quattro festival stagionali multidisciplinari (il primo sarà il 23-24-25 marzo) e un ciclo continuo di conferenze, performance, “confessioni”, workshop, concerti, mostre dove sperimentare la comunicazione moderna.

Un primo assaggio di quello che sarà “Fabrica Circus 24/7×52” avrà luogo venerdì 26 gennaio.

Ore 15.00: Intervento di Luciano Benetton, Oliviero Toscani e del team di Fabrica

A seguire un pomeriggio di incontri, mostre, concerti e dj set con Daniel Stier, fotografo tedesco che indaga il rapporto tra esseri umani e tecnologia; Noa Jansma, studentessa olandese, fondatrice dell’account Instagram @dearcatcallers, dove denuncia “l’oggettificazione delle donne” importunate per strada e Wakal, musicista messicano residente a Parigi che nella sua musica campiona i suoni della strada, miscelandoli con ritmi e generi elettronici diversi.

A partire dalle 19:00 performance musicale di Wakal e DJ set di Ackeejuice Rockers, dj/producer veneti scoperti da Kanye West.

Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti.

Saranno con noi gli amici di Brambù con i loro panini gourmet e Porato con frittelle e cioccolata calda.

Fabrica
Auditorium
Via Postioma 54/F
Catena di Villorba (Tv)
press@fabrica.it

Daniel Stier

In Ways of Knowing il fotografo tedesco Daniel Stier ci trasporta nel mondo della ricerca scientifica per incontrare le persone reali il cui lavoro, rappresentato in queste immagini da una intrigante serie di tecnologie auto-costruite, mantiene la promessa – e forse la minaccia – di trasformare le nostre vite.

Assieme alle foto scattate in 17 istituti di ricerca in quattro paesi, le immagini qui esposte includono una serie di esperimenti “home made”, scattati nello studio di Stier, che sembrano chiederci di considerare le similitudini tra l’ambito dello scienziato e quello dell’artista.

Entrambi i contesti, laboratorio e studio, sono caratterizzati da grandi domande, ossessioni e un altro grado di specializzazione. Ora, Stier invita noi, in quanto pubblico, ad osservare. Lo facciamo con meraviglia, sgomento e, a seconda della nostra disposizione, anche una certa fiducia.

Daniel Stier (Germania, 1966) vive e lavora a Londra. Ha studiato comunicazione visiva alla Fachhochschule Darmstadt e fotografia alla Fachhochschule Dortmund. I suoi progetti sono stati pubblicati da Wallpaper, W Magazine, The Guardian, GQ, The New York Times, Dazed&Confused, Colors, Esquire. Tra i suoi clienti, Volkswagen, Sony, Orange e Norwegian. Ha esposto a Londra, Parigi, New York e Copenhagen.

Noa Jansma

Nell’agosto 2017 Noa Jansma, studentessa di design in Olanda, ha dato vita ad un progetto per sensibilizzare sul tema del “catcalling” (in italiano “fischiare”), una forma di molestie sessuali per strada. Jansma ha creato un account Instagram in cui ha caricato, per un mese, selfie con ognuno dei suoi molestatori. Inserendo nella composizione sia l’oggetto (lei stessa) che colui che la faceva diventare tale (fischiando), le sue foto hanno prodotto uno slittamento del rapporto di forza. Dear Catcallers, che è diventato virale appena prima che si affermasse il movimento #metoo, ha ottenuto una grande attenzione a livello internazionale. L’account di Jansma ha attualmente circa 350.000 follower.

Nel mondo, i social media stanno diventando sempre più un potente strumento per comunicare tematiche sociali, politiche e culturali. Il caso di #dearcatcallers mette in evidenza la sua capacità di ispirare, coinvolgere e mettere in moto sia singoli individui che la società nel suo complesso. “Ho creato questo progetto sul tema del rispetto e su come ci si comporta con le persone per strada”, ha spiegato Jansma in una recente intervista. Ha concluso il suo mese di post con una proposta per ingrandire il progetto: “Io non sono il soggetto. Il soggetto è il catcalling. Voglio che il mondo sappia che questo accade. Ma voglio essere sicura che lo facciano donne responsabili, perché quello che faccio è un po’ rischioso.”

Nata e cresciuta ad Amsterdam, Noa Jansma studia nel dipartimento Man and Leisure della Design Academy di Eindhoven. La sua ricerca si focalizza su come diamo forma al nostro tempo personale e come gli diamo un senso. La sua arte e i suoi progetti hanno un ampio spettro di temi, anche se il corpo femminile e le tematiche sociali vi ricorrono spesso.

Wakal

Wakal, al secolo Jorge Govea, è un musicista di origine messicana, produttore e designer. Muove i primi passi nella scena musicale rock all’età di 15 anni. Oltre a uno spiccato interesse per la musica acustica e strumentale, nel 1998 inizia a sperimentare con la registrazione. Affascinato dalle tonalità e dal ritmo dei suoni delle strade, inizia a miscelarli con il caos urbano ottenendo sonorità ricche e ritmate.

Wakal  è fondatore del collettivo messicano “Chillandgo” e dell’etichetta Konfort Records con la quale ha lanciato il suo primo album “Pop Street Sound”. Nel 2005, sempre con la Konfort Records, presenta il suo secondo album “Desvia si on again”, una rappresentazione personale del fenomeno della migrazione, del genere umano che cambia continente, vita e direzione, lasciando alle spalle memorie, radici e sogni.

L’artista messicano lavora anche nell’ambito della moda. Ha animato diverse sfilate parigine con le sue performance live sull’esplorazione del suono e con video in 3D, spesso in collaborazione con Art-Charpentier. Nel 2014 ha collaborato  con l’artista giapponese Fukuko Ando per il quale ha prodotto 12 brani “12 Robes” per un’installazione multimediale di abiti di alta moda.

Wakal vive attualmente a Parigi.

A Fabrica presenterà *LIVE ACT* (Urban Mexican Electronic Music), un mix di registrazioni di suoni della strada e melodie popolari adattate al dancefloor con rimandi all’elettronica, cumbia e rock.

 

Ackeejuice Rockers

Ackeejuice Rockers sono King P ed Ali Selecta, due dj/producer veneti scoperti da Kanye West nel 2013 durante un viaggio in Italia alla ricerca di ispirazione per il suo disco “Yeezus”. Il nome è l’essenza stessa della loro musica. L’ackee è un frutto di origine africana importato in Giamaica nel XVIII secolo. Da allora, è un elemento importante sia nella cucina che nell’immaginario culturale del Paese caraibico. Ackeejuice significa estratto delle culture caraibiche ed è esattamente questo che la musica di King P and Ali Selecta trasmette: l’essenza dei suoni giamaicani, dance, soul e reggae.

I due italiani, che prima di dedicarsi completamente alla musica si sono occupati di giornalismo, moda ed esplorazioni geografiche, nel 2007 hanno deciso di collaborare a questo progetto riversando in esso le loro esperienze personali per creare quel caratteristico suono che li ha resi negli anni pionieri del genere definito “tropical bass”.

La fusione tra elettronica, hip hop, ritmi etnici e dancehall, che esplode nei loro dj set e che dà origine ad ogni loro produzione, ha attirato la curiosità di molti, tra cui Sean Paul, Nicki Minaj, Marracash, Guè Pequeno, Mondo Marcio, Lorenzo Jovanotti. Tra le loro altre collaborazioni illustri vanno sicuramente citate quella con i Daft Punk e Travi $ Scott e Common. Hanno raggiunto i primi posti nella classifica di “MTV Hip Hop R&B Top 10”.

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