Meet a Fabricante #32 – M Wingren

21 April 2017

M Wingren fa parte del nostro team da qualche mese. E’ un’interaction designer statunitese e adora l’architettura di Tadao Ando, che le sussurra dei segreti. Curiosi di saperne di più? Date una letta all’intervista qui sotto!

Puoi descriverci in non più di 30 parole chi sei e cosa fai?
Sono intelligente e attraente, con una grande personalità. Dormo su due letti e ho due biciclette, e quando rido gli uccelli cadono dagli alberi.

Cosa ti aspetti dal tuo anno a Fabrica?
Voglio raggiungere una condizione di “malvagio”, che faccia da contrappeso all’architettura di questi luoghi.

Da cosa trai ispirazione?
Essere qualcosa invece di niente, ma qualche volta anche essere niente
Quella sensazione di quando si sta per addormentarsi
Le immagini durante le emicranie oculari
Suoni meccanici non intenzionali
Gli stati di mancanza di sonno
Spazio psicologico
Spazio negativo
Amore 😊

Qual è il migliore consiglio che ti è mai stato dato?
“L’arte è fallimento”, mi è stato detto dal mio mentore Vince Kadlubeck dopo che una mia idea era miseramente fallita. Accettare il fallimento all’inizio di ogni progetto mi rende più audace nel risultato.

Cosa ti manca del tuo Paese e cosa ti piace dell’Italia?
In Italia ci sono solo due generi grammaticali – per questo mi manca il sentire valida la mia identità di genere. La vita qui è essenzialmente come l’avevo sognata, a parte che gli edifici sono sopra l’acqua e che non ci sono pipistrelli che mi morsicano le dita. Pensavo che sarei arrivata in Italia e avrei scoperto che tutto quello che sapevo sulla pasta era una bugia, ma non immaginavo che avrei assaggiato le verdure PER LA PRIMA VOLTA. Mi piace il processo di ricerca e design che c’è qui… e l’architettura di Fabrica mi parla… qualche volta mi fischietta nelle orecchie (sono sicura che Tadao Ado avesse in mente gli effetti dell’eco quando ha disegnato questi spazi). Mi piace cogliere qua e là delle parole in italiano grazie alle signore che gridano nei bus, mi diverte come la gente si bacia sulle guance e quante volte ci si dice “Ciao” quando si mette giù il telefono. Ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao!