Vika Evdokimenko

The power of film: subverting toxic narratives

13 March 2018

Area: Lecture

La regista di origini russe Vika Evdokimenko sarà a Fabrica il 13 marzo per parlare della sua vita e del suo lavoro, un costante cammino di ricerca su come la cinematografia possa essere utilizzata per analizzare le complessità della vita senza cadere nella banale retorica.

Figlia della perestroika, ma cresciuta in Nord Irlanda, inizia a collezionare premi subito dopo la laurea a Cambridge. Vika ha frequentato il NYU Grand Film Program e ha avuto come mentori Rebecca Miller e Spike Lee.

A Fabrica, proietterà il suo documentario ‘AAMIR’ candidato al BAFTA; Vika poi si interrogherà su come si può sovvertire e ristrutturare la narrativa così detta “tossica”, molto spesso monopolizzata dai media e dai politici in un’era di filtri e attenzione superficiale.

13 marzo, ore 18.30
Fabrica Auditorium
Ingresso gratuito fino esaurimento posti
Per info: press@fabrica.it

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Aamir
Regia: Vika Evdokimenko
Sceneggiatura: Vika Evdokimenko & Oliver Shuster

Aamir, 13 anni, fugge dalla sua casa e viene separato dalla famiglia per finire abbandonato a se stesso nel più grande campo profughi non autorizzato d’Europa. Fa amicizia con Kaltyn, una generosa volontaria inglese, che diventa l’unica speranza per la salvezza di Aamir. Il film è stato girato sul posto nel campo profughi di Calais, detto “la Giungla”, da Robbie Ryan (American Honey, Fish Tank), con Jacqueline Abrahams (The Lobster) alla scenografia e Kharmel Cochrane (The Witch) al cast. Il progetto è stato finanziato dalla David Ross Fetzer Foundation e dalla Hollywood Foreign Press Association.

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Bottleneck

Regia: Vika Evdokimenko

“Atene è come una grande nave da crociera. Vedi ogni tipologia di persona.” Un tassista ateniense, quattro amici tunisini, un membro del controverso partito di estrema destra Golden Dawn, un leader pakistano comunista e un’attivista umanitario greco, si sfidano a colpi di racconti sulla profonda crisi di ideali che si sta diffondendo in Europa.

Filmato durante la controversa estata del 2012, durante le elezioni in Grecia, quando già gli episodi di violenza verso i migranti si intensificavano, ‘Bottleneck’ è prima di tutto il ritratto di un luogo schiacciato dalla polarizzazione politica e dagli effetti collaterali di un’economia già indebolita dalla crisi dei rifugiati.

 

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