Paolo Belardi

28/01/2019

Artquake - ricostruire luoghi, ricostruire identità

Il 28 gennaio 2019, Fabrica ha il piacere di ospitare Paolo Belardi, Presidente del corso di laurea in Design dell’Università di Perugia, unico in Italia a essere stato attivato mediante la sinergia Università/Accademia.

Durante la sua conferenza Paolo Belardi parlerà di sisma, resilienza, arte, design, identità.

I drammatici eventi sismici che, nel corso del 2016, hanno devastato il versante orientale del Centro Italia hanno posto all’attenzione della comunità scientifica internazionale un vocabolo fino a poco tempo fa specialistico, quale resilienza il cui significato originale, legato come noto all’ambito metallurgico, indica testualmente “la resistenza che un materiale esprime quando viene sottoposto a un test di rottura dinamica”. Ma resilienza è anche un vocabolo che, se esteso all’ambito psicologico, identifica anche “la capacità, espressa da un individuo (o da una comunità), di reagire positivamente a un evento traumatico”. Cosa non facile nel caso di una catastrofe naturale come il terremoto, visto che, nel breve volgere di pochi secondi, si assiste a una perdita immane: sia in termini artistici ed edilizi, se si considerano i danni prodotti sui monumenti e sul tessuto edilizio, sia in termini economici e sociali, se si considerano l’azzeramento delle attività produttive e dei flussi turistici. Ciò che rimane è l’attesa. Un’attesa scandita da tempi tecnici inevitabilmente lunghi, da una ricostruzione per lo più pensata per gli addetti ai lavori, ma che invece, così come avveniva in passato con l’approntamento delle architetture effimere installate in occasione delle feste nuziali e dei trionfi militari, potrebbe assurgere a pretesto di sperimentazione artistica. Perché, dopo un terremoto, non bisogna limitarsi a ricostruire luoghi, ma bisogna anche e forse soprattutto ricostruire identità.

Questo il senso della ricerca ARTQUAKE, promossa dal corso di laurea in Design dell’Università degli Studi di Perugia in sinergia con la scuola di Progettazione artistica per l’impresa-Design dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e volta a risignificare maieuticamente le tre invarianti del paesaggio post sismico: i ruderi, le macerie e le opere provvisionali. Così come è proprio dell’arte giapponese del kintsugi, laddove i frammenti di una ceramica infranta, pur nella loro estrema povertà, vengono ricomposti ed eletti a opera d’arte mediante un intervento di doratura che evidenzia, invece di nascondere, la trama delle fratture. Traghettando i ricordi e le speranze oltre l’emergenza.

28 gennaio, 18:30
Auditorium di Fabrica
Conferenza in Italiano
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Per maggiori informazioni: press@fabrica.it