Waste Not, Want Not

27/05/2021

C’è un vecchio detto nella cultura anglosassone “Waste Not, Want Not”: sprecare non è giustificabile.

La definizione fornita dalla Ellen Mac Arthur Foundation parla chiaro in materia di riduzione degli sprechi: “l’economia circolare è un’economia pensata per potersi auto rigenerare da sola tra flussi biologici reintegrabili nella biosfera e flussi tecnici, non altrettanto reintegrabili ma valorizzabili altrove”.

Una visione semplice che si basa su un concetto fondamentale: è necessario passare da un modello produttivo lineare, incentrato su estrazione, trasformazione, produzione, consumo e scarto ad un modello economico circolare che limita al massimo l’utilizzo di materia ed energia, riducendo sprechi, gas tossici nell’atmosfera e materiali non riciclabili in ogni fase del processo produttivo.

Un obiettivo complesso da raggiungere e che necessita della cooperazione e del commitment di diversi soggetti, dal legislatore alle imprese, dagli enti di salvaguardia ambientale alle infrastrutture per la gestione dei rifiuti, passando per il personale addetto alla raccolta e infine, al cittadino stesso.

È ormai evidente che il modello economico lineare non è più sostenibile per quattro motivi sostanziali: le risorse naturali sono limitate e si stanno esaurendo rapidamente, consumiamo le risorse a nostra disposizione troppo rapidamente prima che il Pianeta riesca a produrne di nuove, le sfruttiamo male, sprecandone una grande quantità e infine produciamo troppi rifiuti da trattare, gestire e smaltire.

Ne parliamo giovedì 27 maggio dalle 10.30 alle 11.30 con due giovani rappresentanti del mondo delle startup legate al riciclo: Eugenio Sapora, country manager Italia di Too Good To Go, l’app contro gli sprechi alimentari, e una giovane imprenditrice, Francesca Pievani, founder di Fili Pari, una startup innovativa specializzata in capi d’abbigliamento realizzati con il primo tessuto prodotto con polvere di marmo, da loro brevettato.

L’incontro, guidato da Massimiliano Ventimiglia, Program Director di Fabrica, sarà trasmesso in diretta streaming su Zoom.

Per partecipare è necessario iscriversi qui.

Eugenio Sapora è Country Manager per l’Italia di Too Good To Go. A partire da gennaio 2019 ha condotto le operazioni dell’azienda danese nel Paese, formando un primo network sia di waste warriors impegnati nella lotta contro lo spreco alimentare sia di punti vendita, key accounts e imprenditori pronti ad aderire al modello antispreco di TGTG.

Too Good To Go è l’app contro gli sprechi alimentari che mette in contatto esercenti commerciali ed utenti, per far sì che l’invenduto della giornata non venga sprecato, ma anzi gli sia attribuito nuovo valore. Arrivata in Italia a marzo 2019, in soli due anni di attività e nonostante i lockdown, Too Good To Go è riuscita a conquistare più di tre milioni e mezzo di utenti e a vendere quasi tre milioni di Magic Box, grazie ai 10.000 negozi che hanno deciso di aderire all’iniziativa. Oltre al suo core business, la startup si fa promotrice di iniziative a tutto tondo, lungo la filiera e verso i consumatori, per accrescere consapevolezza su questa problematica e aiutare ad individuare le migliori azioni per contrastare lo spreco.

Francesca Pievani, fondatrice di Fili Pari, è una designer curiosa e orientata all’innovazione focalizzata sia sulla moda che sulla tecnologia tessile applicata. Appassionata del legame tra moda e territorio, dopo il Master in Design for the Fashion System, è stata selezionata da BMW Group Designworks USA per il progetto BMW Creative Lab powered by Napapijri. Successivamente si è specializzata in Project Management per uno studio milanese. Dal 2017 Francesca è founder di Fili Pari e si occupa in prima persona sia della ricerca e sviluppo dei materiali, sia dello sviluppo del business.

Fili Pari è la startup innovativa che sviluppa materiali e prodotti non convenzionali per il settore tessile, nel rispetto dell’ambiente e del territorio. L’azienda si è specializzata in capi d’abbigliamento realizzati con MARM \ MORE, il primo tessuto prodotto con polvere di marmo, da loro brevettato. Il progetto nasce tra i banchi universitari del Politecnico di Milano con l’obiettivo di raccontare nuove storie dal sapore innovativo ed emozionale, introducendo ricerca e creatività italiana.

La conversazione rientra nell’ambito di Fabrica About Future, un programma di incontri digitali con startup e aziende italiane, con imprenditori e professionisti di diversi settori, dalla moda al design, dal turismo al food, dall’automotive alla finanza, dalla cultura all’intrattenimento, per scoprire nuovi modi di fare azienda.